E’ giunto il momento che anche io mi esponga riguardo a questo tema.
Il nucleare è una scelta obbligata quando:
1 non si investono soldi nella ricerca per migliorare ulteriormente le fonti rinnovabili come solare ed eolico (per chi non lo sapesse ci sono vari tipi di pannelli che funzionano bene anche in condizioni non ottimali http://it.wikipedia.org/wiki/Pannelli_solari )
2 è un ottimo appalto da non farsi sfuggire come il ponte di messina.
3 si vogliono spendere soldi per esportare i rifiuti tossici o per costruire impianti di “smaltimento” rifiuti (e quei rifiuti non si smaltiscono ma vengono messi nel sottosuolo) con conseguenti nuovi appalti che fanno gola. A chi? lo sapete tutti.
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L’avvelenamento da radiazione (o sindrome da radiazione acuta) designa un insieme di sintomi potenzialmente letali derivanti da una esposizione dei tessuti biologici di una parte considerevole del corpo umano ad una forte dose di radiazioni ionizzanti.
L’avvelenamento si manifesta generalmente in una fase prodromica non letale nei minuti o ore seguenti l’irradiazione. Questa fase dura da qualche ora a qualche giorno e si manifesta sovente con sintomi, quali diarrea, nausea, vomito, anoressia, eritema. Segue un periodo di latenza, in cui il soggetto appare in buone condizioni. Infine sopraggiunge la fase acuta che si manifesta con una sintomologia complessa, generalmente con disturbi cutanei, ematopoietici, gastro-intestinali, respiratori e cerebro-vascolari.
Terapie
Attualmente non esiste un trattamento che consenta di invertire gli effetti delle radiazioni, si possono curare i sintomi che sono derivati dall’esposizione o le infezioni (tramite antibiotici) scaturite.
Depositi
Attualmente vengono principalmente utilizzati due modi per smaltire le scorie: per le scorie a basso livello di radioattività si ricorre al deposito superficiale, ovvero il confinamento in aree terrene protette e contenute all’interno di barriere ingegneristiche; per le scorie a più alto livello di radioattività si ricorre invece al deposito geologico, ovvero allo stoccaggio in bunker sotterranei profondi e schermati in modo da evitare la fuoriuscita di radioattività nell’ambiente esterno.
Il problema maggiore legato alle scorie nucleari riguarda l’elevato numero di anni necessari affinché si raggiunga un livello di radioattività non pericoloso. In relazione ai tempo di emivita, tale arco di tempo è stato calcolato e gli anni necessari risulterebbero 20 000 nel caso di rifiuti provenienti da processi di riciclo del combustibile esausto, mentre occorrerebbe un tempo 100 volte superiore nel caso di scorie non trattate.
fonti: http://it.wikipedia.org/wiki/Avvelenamento_da_radiazione - http://it.wikipedia.org/wiki/Radioattivit%C3%A0 - http://it.wikipedia.org/wiki/Scoria_radioattiva
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Come potete notare non è uno scherzo trattare con questi materiali. Se si sbaglia, non si può tornare indietro. L’Italia è un paese geologicamente a rischio in quanto è tra 2 blocchi come l’Europa che sta ferma, e l’Africa che costantemente si avvicina a noi. Inoltre è una penisola prevalentemte di origine vulcanica, e le attività vulcaniche sono molto presenti, sia nella pianura padana (Colli Euganei, Zone Termali) sia nel meridione (Sicilia, Campania, Lazio).
Infine voglio ricordare Cernobyl http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl%27#Rilascio_di_materiale_radioattivo_e_contaminazione_ambientale
È stato calcolato che l’incidente di Černobyl abbia rilasciato una quantità di radiazioni pari a 400 volte a quelle rilasciate in occasione della bomba caduta su Hiroshima.
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Sul blog Bigiama.it questo articolo è molto interessante http://www.bigiama.it/2008/05/carlo-rubbia-sul-nucleare e potrebbe essere la valida alternativa. Il sole c’è sempre e durerà ancora 5 miliardi di anni, non come petrolio e le centrali nucleari.
Quest’ultime poi non sono convenienti perchè:
1 : Il costo del nucleare è molto superiore alle alternative esistenti e l’Italia non dispone di giacimenti di materiale fissile, che serve per alimentare le centrali, disponibile invece in Australia, Russia, Canada.
2: L’uranio inoltre non è una risorsa illimitata e le centrali nucleari la cui costruzione e allestimento iniziasse oggi, sarebbero a rischio di trovarsi senza combustibile al momento del loro completamento.
Per maggiori dettagli http://roccomarrese.blogspot.com/2008/04/una-nuova-centrale-nucleare-scanzano.html











